venerdì 28 novembre 2014

Mystic River: trama e recensione del film da Oscar

Film a metà strada tra un drammatico e un thriller, "Mystic River" esce nel 2003 contando su un cast con grandi ed indiscussi interpreti che hanno i volti di Sean Penn, Kevin Bacon e Tim Robbins e, alla regia, sulla firma di Clint Eastwood.
Sono in tutto 137 i minuti che raccontano la vicenda, oltre due ore di puro interesse e partecipato intrattenimento.

Mystic River: trama
La storia prende avvio in una giornata qualunque di tre piccoli amici, Dave, Jimmy e Sean, tre bambini che giocano per strada divertendosi ad incidere i loro nomi su un piano di cemento fresco immaginando come quelle scritte sarebbero rimaste lì negli anni.

Quella giornata apparentemente come le altre però porta in serbo un finale imprevisto, l'arrivo di un uomo che, con la scusa di richiamarli all'ordine per la bravata appena compiuta, preleva uno dei tre, lo trascina al'interno della propria auto portandolo via con sè e segnando per sempre il suo destino. Il sequestro si conclude dopo quattro giorni grazie alla fuga del ragazzo e lo spettatore può solo immaginare le sevizie che potrebbe aver subito.
Venticinque anni dopo, Dave è un uomo, ha moglie e un figlio sebbene, pur essendo riuscito ad andare avanti, di quella tragica esperienza porta indelebili i segni nel volto e nell'anima. I due amici di allora li saluta appena, la vita li ha divisi ma un altro tragico evento - l'assassinio della figlia di uno di loro - li farà rincontrare. Sean adesso lavora in Polizia, alla Omicidi e sarà suo il gravoso compito di comunicare a Jimmy il ritrovamento del corpo esanime della figlia e di condurre le indagini. Indagini che sembrano portare tutte ad un solo nome, a Dave, l'uomo ferito e devastato, probabilmente disturbato, che sembra possedere tutti i requisiti per rivestire il ruolo di colpevole.

Mystic River: recensione
"Mystic river" è denso, proteico, corposo, un film con un carattere deciso e forte che promette e mantiene dall'inizio alla fine. Al di là della vicenda e della trama piuttosto lineare - antefatto, fatto, svolgimento delle indagini, consumazione del dramma e scioglimento del mistero - tutto prende consistenza e si sviluppa dalle individuali psicologie dei personaggi, di tutti i personaggi, anche i secondari. I loro stati d'animo sono i veri protagonisti del film, i loro drammi irrisolti, le debolezze, le ipocrisie, le menzogne, il bagaglio di vissuto di ognuno di loro. Le loro anime così umane, complesse e imperfette, viziate dagli eventi della vita e inasprite dalle ferite ricevute e dallo scontro con la realtà, si disvelano allo spettatore sotto forma di rivelazioni che partono da affermazioni, da fatti o da semplici sguardi. Una frase su tutte, in particolare, sembra racchiudere la chiave delle loro inguaribili cicatrici ed è quando Sean dice: "A volte penso che ci siamo saliti tutti e tre su quella macchina".
A dare peso specifico a questo impianto ambizioso ci pensano gli attori che hanno saputo imprimere egregiamente un'anima decisa ad ognuno dei loro personaggi, rendendoli in tal modo reali, indimenticabili. 
"Mystic River" non lascia indifferenti. "Mystic River" commuove e scuote, imprimendo un segno indelebile nella memoria dello spettatore. Tutto ciò a riprova del fatto, se mai ce ne fosse bisogno, che non servono grandi effetti speciali per fare un gran film. "Mystic River" è grande e lodevole pur essendo scarno ed essenziale.

Mystic River: premi
Nel 2003 per questo film Sean Penn si aggiudica il Premio Oscar come miglior attore e Tim Robbins come miglior attore non protagonista

Mystic River: trailer



Voto: 8/9
Consigliato: assolutamente sì

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